Digital Marketing - Square Marketing https://squaremarketing.it Make it real. Sun, 16 Nov 2025 13:18:03 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9 https://squaremarketing.it/wp-content/uploads/2022/08/cropped-logo-pittogramma-32x32.png Digital Marketing - Square Marketing https://squaremarketing.it 32 32 Come scegliere la “miglior agenzia marketing” per il tuo business https://squaremarketing.it/digital-marketing/come-scegliere-la-miglior-agenzia-marketing-per-il-tuo-business/ https://squaremarketing.it/digital-marketing/come-scegliere-la-miglior-agenzia-marketing-per-il-tuo-business/#respond Mon, 10 Nov 2025 10:30:42 +0000 https://squaremarketing.it/?p=21593 Cercare la miglior agenzia marketing non significa trovare chi promette di più, ma chi trasforma ambizioni in risultati misurabili. In un ecosistema dominato da dati, canali e algoritmi, la vera differenza la fa un partner strategico capace di unire visione e precisione operativa, costruendo un percorso di crescita sostenibile: dal posizionamento alla performance, dalla creatività […]

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Cercare la miglior agenzia marketing non significa trovare chi promette di più, ma chi trasforma ambizioni in risultati misurabili.
In un ecosistema dominato da dati, canali e algoritmi, la vera differenza la fa un partner strategico capace di unire visione e precisione operativa, costruendo un percorso di crescita sostenibile: dal posizionamento alla performance, dalla creatività alla misurazione del ROI.

1) Specializzazione e settore di competenza

Se l’obiettivo è identificare davvero la miglior agenzia marketing per te, la specializzazione è il primo filtro.

  • Verticalità di settore: B2B, eCommerce, SaaS, retail, servizi professionali, turismo: ogni settore ha logiche, cicli di acquisto, metriche e leve persuasive specifiche.
    Un’agenzia verticale riduce tempi di apprendimento, eleva la qualità delle proposte e migliora la resa delle campagne.
  • Competenze di canale: SEO avanzata (tecnica + contenuti), paid media (Google Ads, Meta, LinkedIn), marketing automation/CRM, content e brand strategy, CRO/UX.
    Valuta dove eccellono e come orchestrano i canali dentro una strategia unica, evitando silos.
  • Proof of mastery: cerca segnali di reale padronanza: framework strategici, metodologie proprietarie, benchmark, white paper, processi di ricerca sul cliente e sul mercato.

In 3 domande:

  • Hanno esperienza nel tuo settore?
  • Sanno integrare brand, contenuto, canali e misurazione?
  • Presentano framework chiari (es. discovery → strategia → execution → ottimizzazione)?

2) Esperienza, reputazione e casi studio

La miglior agenzia marketing costruisce reputazione mostrando trasformazioni documentate, non slogan.

  • Portfolio e case study approfonditi: obiettivo iniziale, strategia, tattiche implementate, KPI di partenza, risultati ottenuti, lezioni apprese. Cerca numeri, curve di crescita, timeframe, non solo “storie” generiche.
  • Riconoscimenti e testimonianze qualificate: non bastano le stelline; contano referenze verificabili, citazioni su media di settore, interventi a eventi, pubblicazioni tecniche.
  • Coerenza nel tempo: la reputazione è continuità di esecuzione. Osserva anni di attività, tipologia dei clienti, stabilità del team.

In 3 domande:

  • “Quale caso nel mio settore potete mostrarmi con KPI iniziali/finali?”
  • “Qual è stata la scelta più controintuitiva che ha sbloccato i risultati?”
  • “Che cosa fareste in 90 giorni e cosa in 12 mesi?”

3) Team, trasparenza e comunicazione

Dietro una crescita reale c’è un team multidisciplinare che unisce strategia, contenuto, design, dati e tecnologia.

  • Ruoli e responsabilità chiare: strategist, project manager, specialisti (SEO, ADV, automation, CRO), data analyst, creativi. Sapere chi fa cosa riduce attriti e accelera l’esecuzione.
  • Trasparenza radicale: report periodici, dashboard condivise, obiettivi trimestrali, roadmap e retrospettive. La miglior agenzia spiega come decide, cosa misura e perché itera.
  • Cultura della collaborazione: workshop di allineamento, sessioni di prioritizzazione, rituali operativi (stand-up, review, retro): la comunicazione non è un “extra”, è il sistema nervoso del progetto.

Segnali di allarme da cercare ed evitare:

  • Ruoli indistinti
  • Deliverable vaghi
  • Report senza insight
  • Assenza di ipotesi/esperimenti

4) Approccio personalizzato e strategia su misura

Non esiste “la miglior agenzia” in assoluto: esiste la miglior agenzia per il tuo contesto.

  • Discovery e diagnosi: analisi del brand, audience e journey, mappatura dei competitor, audit di canali e asset, raccolta di dati interni. Nessuna strategia è davvero “migliore” senza diagnosi.
  • Obiettivi e priorità: definizione di north star metric e KPI di supporto (lead qualificati, CAC, LTV, conversion rate, revenue per canale, retention).
  • Piano modulare e iterativo: backlog di iniziative con impatto previsto/effort, quick win a 30–90 giorni, progetti strutturali a 6–12 mesi, test & learn continuo (ipotesi → esperimento → validazione → scaling).
  • Integrazione brand-performance: creatività e contenuto guidano la domanda; SEO/ADV/CRM la catturano; CRO rifinisce la resa. La strategia “migliore” è orchestrazione, non somma di tattiche.

Lo schema di lavoro che andrebbe seguito:

  1. Diagnosi (audit + insight)
  2. Strategia (posizionamento + architettura dei canali)
  3. Esecuzione (campagne, contenuti, esperienze)
  4. Misurazione (KPI, modelli di attribuzione)
  5. Ottimizzazione continua (esperimenti, scaling)

5) Budget, valore e ritorno sull’investimento

Il budget non è “quanto spendere”, ma quale valore generare e in quale orizzonte temporale.

  • Modelli di costo chiari: retainer, project-based, performance fee. La miglior agenzia spiega cosa è incluso, SLAs, frequenza dei rilasci.
  • Business case: stime trasparenti su impatto atteso, scenari (base/ottimistico/conservativo), break-even, sensitività per canale.
  • Misurazione del ROI: setup analytics, data layer, tracciamenti server-side ove opportuno, dashboard KPI. Senza misurazione, nessuna “migliore” strategia è dimostrabile.
  • Riallocazione dinamica della spesa: budget flessibile verso i filoni più performanti; riduzione dello waste, scaling degli esperimenti vincenti.

In 3 domande:

  • “Qual è il piano per portare il CAC sotto X entro Y mesi?”
  • “Come proteggete i margini quando i CPC salgono?”
  • “Qual è la vostra strategia di attribuzione (data-driven, MMM, 1st-party)?”

Quindi, in sintesi:

  • Fit di settore (esperienza verticale, casi nel tuo ambito)
  • Metodo (diagnosi, strategia, roadmap, test-&-learn)
  • Team (competenze chiave, seniority, governance)
  • Trasparenza (reporting, dashboard, metriche condivise)
  • Esecuzione (qualità creativa, copy, UX/CRO, time-to-market)
  • Risultati (KPI dimostrati, numeri, timeframe)
  • Sostenibilità economica (modello di costo, previsione ROI, flessibilità)

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Evento di presentazione Bandi Camera di Commercio di Verona 2025 https://squaremarketing.it/digital-marketing/evento-di-presentazione-bandi-camera-di-commercio-di-verona-2025/ Wed, 07 May 2025 08:23:26 +0000 https://squaremarketing.it/?p=20416 La Camera di Commercio di Verona è pronta a lanciare ad Agosto i nuovi bandi di finanziamento destinati a sostenere la crescita economica delle imprese veronesi attraverso la transizione digitale ed ecologica.

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La Camera di Commercio di Verona ha annunciato i nuovi bandi di finanziamento destinati a sostenere la crescita economica delle imprese veronesi attraverso la transizione digitale ed ecologica e l’internazionalizzazione.

Un’occasione da non perdere

Questi incentivi hanno rappresentato un’importante leva per sviluppare progetti innovativi negli ultimi anni: sei pronto ad innovarti, adottare nuove tecnologie e rafforzare la tua competitività sul mercato?

Allora è il momento giusto per cogliere tutte le opportunità messe a disposizione.

Partecipa all’evento di presentazione

Anche quest’anno Square Marketing, affiancata da Glocal, società per l’accesso ai finanziamenti, e con la collaborazione di Partner 24Ore e del Distretto Territoriale del Commercio Le Terre Piane, organizza un incontro dedicato a imprenditori, professionisti e realtà del territorio.

Durante l’evento verranno illustrati i contenuti dei bandi della Camera di Commercio di Verona, le modalità di accesso e i requisiti richiesti.

Sarà un momento di approfondimento concreto, con spazio per le domande e il confronto diretto con gli esperti.

Dettagli dell’Evento:

  • 📅 Data: Mercoledì 14 maggio
  • 🕒 Ora: 16:30 – 18:00
  • 📍 Luogo: Area EXP, Via G. Oberdan 10 – Cerea (VR)
  • 👥 Rinfresco e Networking al termine dell’evento

Perché partecipare?

Per scoprire in anteprima le novità sui bandi 2025.

Per capire come presentare la domanda di accesso in modo efficace.

Per confrontarti con esperti ed avere risposta ai tuoi dubbi.

Per costruire nuove relazioni con le realtà del territorio.

Posti limitati: riserva subito il tuo posto!

Cogli questa opportunità per dare slancio ai tuoi progetti: clicca sul link qui sotto e assicurati la partecipazione all’evento.

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TikTok adv o Instagram adv? Qual è la piattaforma social migliore per la tua campagna online? https://squaremarketing.it/digital-marketing/tiktok-adv-o-instagram-adv-qual-e-la-piattaforma-social-migliore-per-la-tua-campagna-online/ Mon, 14 Oct 2024 12:29:53 +0000 https://squaremarketing.it/?p=19297 Analisi di come le aziende B2B possano sfruttare TikTok per promuovere i loro prodotti o servizi tramite video brevi e creativi, evidenziando anche casi di studio e suggerimenti per ottimizzare la presenza sulla piattaforma.

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TikTok adv o Instagram Ads? Qual è la piattaforma social migliore per la tua campagna online?

I social media di TikTok e Instagram si basano sulla pubblicazione di video di breve durata ed entrambi sono tra le app attualmente più di tendenza e maggiormente apprezzate dal pubblico, soprattutto da quello più giovane. Da qualche anno a questa parte entrambe le piattaforme hanno integrato la possibilità di comprare direttamente da uno shop dell’applicazione (TikTok Shop e Instagram Shops), permettendo di creare delle vere e proprie campagne online. Ma quali sono le principali differenze tra le campagne condotte su Instagram e TikTok? Quale social è più conveniente adottare per il social advertising? 

TikTok adv vs Instagram Ads: durata dei video

In entrambe le piattaforme i video hanno una breve durata, tuttavia TikTok ha allungato l’estensione dei video fino a 10 minuti; di contro, i Reels di Instagram possono durare al massimo 180 secondi. Gli utenti di entrambi i social sono abituati a fruire di contenuti di istantanei e ad alta intensità, cioè pretendono di essere immediatamente coinvolti sia per quanto riguarda l’attenzione che per l’interesse. Di conseguenza, solo in rari casi i video più lunghi sono efficaci e, dunque, le aziende che vogliono usare TikTok per diffondere video più ampi si limitano a contenuti narrativi estremamente incisivi e avvincenti dal primo istante. Se l’obiettivo della campagna è pubblicare video molto brevi entrambe le piattaforme risultano efficaci, ma è bene considerare che TikTok ha un’audience più giovanile di Instagram: se si intende, invece, presentare un prodotto, un’azienda o in dei contenuti che mirano a un pubblico più adulto è meglio puntare sui Reels.

Creazione di contenuti: TikTok vs Instagram

Entrambe le app permettono di utilizzare degli strumenti di videomaking, utili soprattutto per le imprese più piccole sprovviste di ampi mezzi per produrre contenuti video di qualità e che, quindi, tendono a produrre i loro contenuti direttamente all’interno delle piattaforme. Messi a confronto, gli strumenti di editing offerti da TikTok tanto quanto quelli dei Reels consentono un buon livello di personalizzazione delle riprese video. Tra le funzionalità specifiche di TikTok ci sono una grande quantità di effetti e una più ampia scelta di musiche di sottofondo dei video, a cui si aggiunge la possibilità di caricare propri file musicali, opzione non presente nei Reels. TikTok permette, inoltre, di applicare una filigrana (watermark) al video, in modo tale da marcarlo come contenuto autoriale. Di contro, Instagram permette di applicare filtri alle immagini simili a quelli già disponibili quando si pubblica un’immagine.

Meta adv vs algoritmo di TikTok

Quando si parla di campagne online è fondamentale tenere in considerazione l’algoritmo utilizzato dalla piattaforma interessata. L’algoritmo che gestisce la visibilità dei Reels, ad esempio, privilegia i follower dell’account con cui si è pubblicato il video; al contrario, TikTok ha un algoritmo che favorisce la massima diffusione del contenuto all’interno della piattaforma, oltre che ai follower dell’account, indipendentemente dal fatto che gli utenti che ne fruiscono siano in relazione con chi pubblica il video. Ad ogni modo, l’algoritmo di Meta adv è sicuramente più efficace e performante rispetto a quello di TikTok, poiché permette di trovare utenti interessati al contenuto proposto più facilmente. Inoltre, Instagram Ads offre agli advertiser una serie di strumenti di marketing potenti, come le storie, le inserzioni a carosello e le inserzioni con call-to-action, che consentono di creare campagne online efficaci e coinvolgenti. È utile ricordare anche che Instagram riconosce i video che hanno la filigrana di TikTok e, perciò, li penalizza riducendone la visibilità quando vengono repostati sottoforma di Reel; di conseguenza, è bene togliere il watermark ai video di TikTok se si prevede di pubblicarli anche su Instagram.

Conviene sponsorizzare su TikTok?

Alla luce di ciò che è stato detto, si può sicuramente concludere che sponsorizzare contenuti su TikTok è un metodo efficace di condurre una campagna online, soprattutto se il target di riferimento è giovane e se si prevede di condurre una campagna creativa e innovativa, dotata di un elemento di intrattenimento. TikTok adv, infatti, offre agli advertiser una serie di strumenti di targeting più avanzati di Instagram Ads, come il targeting geografico, demografico e per interessi, che consentono di raggiungere il pubblico giusto. Tra i vantaggi offerti dalla piattaforma, è è presente anche la possibilità di trovare gli influencer tramite un proprio motore di ricerca interno. A vantaggio delle sponsorizzazioni e delle campagne online, il CPM di TikTok (costo per mille impressioni) è molto basso, generalmente parte da 3€, permettendo di mostrare il proprio brand e coinvolgere milioni di utenti ad un prezzo conveniente. TikTok Adv, inoltre, offre un vantaggio competitivo non trascurabile: attualmente sono ancora “pochi” i brand che stanno investendo su questo social, anche se aumentano esponenzialmente di giorno in giorno.

Come sponsorizzare su Instagram?

Per per una sponsorizzazione efficace su Instagram Ads è bene seguire alcuni suggerimenti:

  1. Il target di riferimento deve essere più maturo di quello di Tiktok, Instagram è un social adatto a campagne indirizzate a un pubblico più adulto o, addirittura, di nicchia.
  2. Instagram si presta meglio alla sponsorizzazione di prodotti o servizi di lusso o di alta qualità, in quanto la piattaforma è nota per le sue foto e video di alta qualità.
  3. Instagram Ads, nonostante abbia un CPM maggiore rispetto a quello di TikTok (da circa 6€ in su), offre un maggior ritorno sull’investimento, dovuto sia alla qualità delle foto e video sia alla capacità tecnica dell’algoritmo Meta di selezionare più accuratamente il target di riferimento. Le partnership sponsorizzate di Instagram Ads, ad esempio, permettono di raddoppiare la visibilità dei contenuti e pubblicarli simultaneamente sugli account degli influencer partners.
  4. I Reels di Instagram sono contenuti meno virali rispetto a quelli creati su TikTok, ma rappresentano un buon modo per alimentare e consolidare il rapporto con un pubblico di fan già acquisito e che si fida del brand.

In conclusione, TikTok e Instagram sono entrambe piattaforme di marketing valide per il social advertising, la scelta giusta dipende dalle esigenze specifiche della campagna online. mentre 

Articolo scritto in partnership con JECatt – Junior Enterprise di Università Cattolica.

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TikTok per le aziende: come utilizzare gli short video per aumentare la visibilità nel B2B. https://squaremarketing.it/digital-marketing/tik-tok-per-le-aziende-come-utilizzare-gli-short-video-per-aumentare-la-visibilita-nel-b2b/ Mon, 14 Oct 2024 12:29:40 +0000 https://squaremarketing.it/?p=19295 Analisi di come le aziende B2B possano sfruttare TikTok per promuovere i loro prodotti o servizi tramite video brevi e creativi, evidenziando anche casi di studio e suggerimenti per ottimizzare la presenza sulla piattaforma.

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TikTok come nuova frontiera per il marketing B2B

TikTok è ormai una delle piattaforme social più popolari al mondo, ma molte aziende B2B si chiedono se sia adatto a loro. La risposta è sì: TikTok può rappresentare una grande opportunità anche per le imprese che operano nel business-to-business. Il suo formato di video brevi e creativi permette alle aziende di entrare in contatto con il pubblico in maniera autentica, umanizzando il proprio brand e rendendo accessibili contenuti che, altrimenti, potrebbero sembrare complessi o distanti.

TikTok, infatti, ha un algoritmo unico che premia la creatività e la qualità dei contenuti, più che la dimensione o la notorietà del brand. Questo lo rende un canale perfetto per le aziende B2B, che possono ottenere visibilità significativa anche con budget più contenuti rispetto a piattaforme tradizionali. Inoltre, un altro vantaggio rilevante è la possibilità di raggiungere le nuove generazioni di decision-maker e imprenditori, che si stanno affacciando sempre più frequentemente su TikTok.

 

Perché il B2B dovrebbe considerare TikTok

TikTok consente di superare l’idea che il B2B debba essere sempre formale e serio. La piattaforma permette di mostrare il lato umano dell’azienda, di avvicinarsi ai potenziali clienti attraverso contenuti visivi che sono facili da comprendere e piacevoli da guardare. Un video dietro le quinte di un processo produttivo o la dimostrazione rapida di un software possono trasformarsi in strumenti potenti per costruire relazioni autentiche e fidelizzare i clienti.

Uno degli aspetti più interessanti di TikTok per il B2B è la possibilità di creare contenuti educativi che spiegano in modo semplice e diretto il valore dei prodotti o servizi. Brevi tutorial possono dimostrare in pochi secondi come utilizzare una piattaforma o un servizio, mentre case study o testimonianze di clienti soddisfatti possono essere presentati sotto forma di storie visive accattivanti. I video brevi, che vanno dai 15 ai 60 secondi, sono perfetti per catturare l’attenzione, trasmettere un messaggio chiaro e invogliare gli spettatori a saperne di più.

Un altro aspetto vincente è la partecipazione ai trend e alle challenge della piattaforma. Anche le aziende B2B possono utilizzare i trend per dimostrare la propria creatività, trovando un modo per inserirsi nelle conversazioni che già esistono su TikTok. Partecipare ad una challenge con un tocco professionale o adattare un trend popolare al proprio contesto aziendale può far emergere il brand in maniera naturale e spontanea.

Come le aziende stanno approcciando TikTok marketing

Nonostante il potenziale di TikTok, molte aziende B2B sono ancora restie ad adottarlo, principalmente perché non sono abituate a creare contenuti brevi e dinamici. Questo può rappresentare una sfida per chi è abituato a strategie di marketing più tradizionali e formali, dove dominano white paper, report e articoli dettagliati. Tuttavia, settori come quello tecnologico, manifatturiero e dei servizi professionali stanno gradualmente sperimentando la piattaforma con riscontri positivi.

Ad esempio, aziende nel settore tech come Adobe e IBM stanno utilizzando TikTok per semplificare concetti complessi e per raccontare il proprio lato creativo. Shopify, una piattaforma di e-commerce, ha riscontrato successo raccontando storie di piccole imprese che utilizzano i suoi servizi, dimostrando come la piattaforma possa essere uno strumento di storytelling efficace anche per il B2B. Questi esempi dimostrano che, con l’approccio giusto, TikTok può essere un canale potente per raggiungere un pubblico più ampio e instaurare connessioni genuine.

Strumenti e tattiche per il successo su TikTok: gli short videos

Per rendere TikTok davvero efficace nel B2B, è importante utilizzare alcune strategie fondamentali. Gli hashtag sono cruciali per aumentare la visibilità. Usare hashtag come #BusinessTips o #TechSolutions permette di raggiungere un pubblico specifico interessato a contenuti professionali, mentre hashtag più di nicchia, come #B2B, aiutano a filtrare e raggiungere chi è veramente interessato a soluzioni aziendali.

Un’altra tattica vincente è quella delle collaborazioni con influencer del settore. Anche nel B2B ci sono professionisti che si sono affermati come leader di opinione o esperti su TikTok, e collaborare con loro può amplificare la visibilità del brand. Gli influencer, grazie alla loro credibilità e al loro seguito, possono presentare i prodotti o servizi di un’azienda B2B in modo genuino e interessante, creando contenuti sponsorizzati che risuonano con il pubblico di riferimento.

Infine, non bisogna dimenticare che TikTok offre una serie di strumenti pubblicitari, come le inserzioni native o i video in-feed, che possono essere utilizzati per raggiungere in modo mirato i potenziali clienti. Le aziende B2B possono sfruttare questi strumenti per promuovere campagne specifiche o aumentare l’awareness su prodotti e servizi complessi, utilizzando video brevi ma d’impatto, perfezionandoli poi con gli strumenti giusti come il tool per aggiungere sottotitoli ad un video di Canva.

Esempi di aziende B2B su TikToK

Un esempio interessante di un’azienda B2B che ha utilizzato TikTok con successo è Adobe. Il colosso del software ha creato contenuti educativi e ispirazioni creative, riuscendo a coinvolgere una nuova generazione di creativi e professionisti. Attraverso brevi video, Adobe è riuscita a dimostrare le potenzialità dei suoi strumenti, rendendoli accessibili anche per un pubblico più giovane e dinamico.

Un altro caso di successo è quello di Shopify, che ha sfruttato TikTok per raccontare storie di successo di piccole imprese che utilizzano la sua piattaforma. Attraverso brevi testimonianze, Shopify ha creato contenuti autentici e coinvolgenti, riuscendo a conquistare l’attenzione del pubblico B2B e a presentare il proprio servizio in modo creativo.

Conclusione: Come TikTok può rivoluzionare il marketing B2B

TikTok rappresenta una grande opportunità per le aziende B2B. Con il giusto approccio strategico, la piattaforma può diventare un canale potente per costruire relazioni autentiche, mostrare la propria competenza e aumentare la visibilità. I video brevi, uniti a contenuti educativi e autentici, possono fare la differenza, permettendo alle aziende B2B di raggiungere un pubblico nuovo e di distinguersi in un mercato sempre più competitivo.

Articolo scritto in partnership con JECatt – Junior Enterprise di Università Cattolica.

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La potenza dei micro influencer e il loro impatto online  per le aziende https://squaremarketing.it/digital-marketing/la-potenza-dei-micro-influencer-e-il-loro-impatto-online-per-le-aziende/ Mon, 14 Oct 2024 10:19:40 +0000 https://squaremarketing.it/?p=19285 I micro influencer hanno un seguito ridotto ma molto coinvolto su nicchie specifiche, risultando più credibili dei macro influencer. Le loro collaborazioni costano meno e possono generare tassi di conversione più alti.

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Introduzione

In mezzo al rapido cambiamento del panorama dei social media, i consumatori stanno sempre più concentrando la loro attenzione e fiducia verso i creatori di contenuti chiamati influencer. Gli influencer hanno la capacità di generare reddito attraverso collaborazioni con i brand, innescando un modello di business per gli influencer sui social media e sfidando le norme consolidate nella pubblicità e nel marketing. Questo modello non solo facilita un collegamento più diretto tra i brand e i loro target, ma apre anche nuove opportunità nell’interazione dinamica tra brand, creatori e consumatori. 

La vera domanda per chi vuol fare campagne social è: come posso farla al meglio per raggiungere il mio core target? Spesso il modo migliore è affidarsi a chi già ha un seguito dei potenziali followers che ci servono per crescere.

Chi sono i micro influencer e cosa fanno

Gli influencer aiutano i brand a crescere a dismisura, diventando uno specchio riflettente. Ma tra tutti gli influencer, alcuni riescono a colpire una certa audience meglio di altri: parliamo dei micro influencer. Sono persone che hanno un seguito relativamente ridotto sui social media, solitamente tra i 1.000 e i 100.000 follower, ma con un’alta interazione e un’influenza significativa su una nicchia specifica. Rispetto ai macro influencer (quelli con milioni di follower), i micro influencer tendono a creare relazioni più autentiche con il loro pubblico, risultando spesso più credibili e genuini.

I micro influencer promuovono prodotti o servizi sui loro canali social, rivolgendosi a una comunità ristretta ma molto coinvolta e meno generica. Normalmente, recensiscono prodotti, come per esempio un micro influencer di fitness che può testare e recensire integratori o abbigliamento sportivo, condividendo la sua esperienza personale con i suoi follower. Possono creare collaborazioni con brand, come un micro influencer di moda collabora con un marchio di abbigliamento per promuovere una nuova collezione, postando foto e consigli di stile.

Molti di questi micro influencer vengono contattati e “scoperti” da agenzie di marketing che possono usare la loro nicchia o anche “community” per comunicare a piacere il prodotto o il servizio che in quel momento serve al brand. Molti altri, invece, sono persone appassionate, che pubblicano spesso e hanno un rapporto diretto con i loro follower e contattano i brand per far si che, in cambio di prodotti gratis o un piccolo contributo, possano aumentare il loro seguito grazie alla presenza del brand nella loro pagina. Tanti altri iniziano il loro percorso sponsorizzando a piacimento senza che sia l’azienda a pagarli, a differenza di un macro influencer che difficilmente può mostrare un brand sia in positivo che in negativo senza che sia coinvolto in controversie. Il micro influencer dunque ha dei vantaggi che uno macro non possiede nonostante il grande numero dei followers.

Differenza tra micro e nano influencer

La distinzione tra micro e nano è più che altro suggerita dal numero di follower, dunque di utenti raggiungibili, che una pagina social o una persona fisica, possiede.  

I nano influencer sono utenti con un numero di seguaci che va da 1.000 a 10.000. Coinvolgerli nelle strategie di digital marketing è una tendenza emergente negli Stati Uniti, destinata a diffondersi anche in Europa. Questi influencer hanno il vantaggio di mantenere profili con tassi di coinvolgimento molto elevati, riuscendo a raggiungere una percentuale di follower molto più attiva rispetto ai mega e macro influencer. 

I micro influencer sono invece seguiti da un minimo di 10 e un massimo di 100 mila follower e godono di un buon seguito in nicchie specifiche di mercato.

Tu, azienda, che vantaggi potresti ottenere dagli influencer di nicchia?

Per scegliere il micro influencer più adatto a un’azienda, è importante seguire un approccio strategico e ben ponderato, dato che queste figure possono rappresentare un’ottima risorsa per raggiungere un pubblico specifico e creare un coinvolgimento autentico. In primo luogo, è essenziale individuare influencer che operano in un settore o una nicchia rilevante per il prodotto o servizio offerto, in modo che il loro pubblico sia in linea con il target dell’azienda. Successivamente, bisogna esaminare attentamente la qualità e l’autenticità dei contenuti che il micro influencer ha creato, insieme all’engagement che riesce a generare. La capacità di coinvolgere il pubblico in modo genuino è fondamentale per garantire che la collaborazione produca risultati concreti.

Una volta selezionato il candidato ideale, è necessario instaurare una collaborazione, discutendo gli obiettivi della campagna, i contenuti da realizzare e altri aspetti pratici come tempi, compensi o possibili scambi di merce o servizi in cambio della promozione. Tuttavia, per far sì che la campagna risulti autentica, è cruciale dare al micro influencer indicazioni chiare senza però soffocare la sua creatività. Lasciar loro spazio per esprimere il proprio stile aiuta a evitare che il contenuto sembri troppo commerciale o forzato.

Durante la campagna, è importante monitorare costantemente le metriche come l’engagement, le condivisioni e le conversioni per misurare l’efficacia della collaborazione e apportare eventuali aggiustamenti. Infine, costruire relazioni a lungo termine con i micro influencer può rivelarsi una strategia vincente. Collaborazioni durature permettono di consolidare la presenza del marchio tra il loro pubblico e rendere la partnership ancora più autentica nel tempo.

Secondo una ricerca condotta in Italia dall’Osservatorio Nazionale Influencer Marketing su un campione di 400 professionisti:

  • il 67% degli intervistati dichiara di aver realizzato tra 1 e 3 progetti influencer marketing nel 2018;
  • il 67,22% si dichiara soddisfatto dei risultati;
  • il 67,5% ha in programma di aumentare il budget dedicato agli Influencer marketing in futuro.

Il loro ruolo sui social: Instagram e TikTok 

Il ruolo dei micro influencer sui social media è davvero interessante, perché riescono a creare un rapporto di fiducia e autenticità con il loro pubblico e rendono accessibili e veritieri gli argomenti trattati. Uno degli aspetti chiave del loro lavoro è proprio l’interazione costante con i follower: rispondono ai commenti, ai messaggi e creano una vera e propria comunità attiva intorno a loro. Quando promuovono un prodotto o un servizio, lo fanno in modo molto personale, spesso dopo averlo provato in prima persona, e questo fa sì che i loro consigli siano visti come più sinceri e credibili. Dunque la loro forza si basa sull’aver fidelizzato solidi rapporti sui social. 

In particolare, oggi sono più attivi sui social di Instagram e TikTok, trasformati negli anni in vere e proprie vetrine dov’è vendere e vendersi. Instagram in particolare è diventato un fulcro per la promozione visiva, dove l’estetica gioca un ruolo fondamentale. Le storie, i reel e i post curati permettono ai micro influencer di presentare i prodotti in contesti autentici, spesso integrandoli nella loro vita quotidiana. Questo approccio non solo rende il contenuto più attraente, ma permette anche agli utenti di immaginarsi nel ruolo di chi promuove, facilitando così l’acquisto. TikTok, d’altra parte, ha rivoluzionato il modo in cui i contenuti vengono consumati e creati. La sua natura virale e l’algoritmo che premia la creatività consentono ai micro influencer di raggiungere un pubblico vasto in tempi brevi. Su questa piattaforma, le sfide, i tutorial e i video divertenti offrono un modo dinamico per presentare i prodotti, spesso con un tocco di umorismo che può rendere il messaggio ancora più coinvolgente.

I micro influencer riescono a costruire una forte connessione con il loro pubblico, e questa fiducia che creano diventa un vero valore aggiunto per i brand che collaborano con loro. La loro capacità di influenzare un pubblico specifico e altamente coinvolto li rende una risorsa preziosa nel mondo del marketing digitale.

Articolo scritto in partnership con JECatt – Junior Enterprise di Università Cattolica.

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Black Friday 2024: come preparare il tuo e-commerce per massimizzare le vendite https://squaremarketing.it/digital-marketing/black-friday-2024-come-preparare-il-tuo-e-commerce-per-massimizzare-le-vendite/ Mon, 14 Oct 2024 10:14:58 +0000 https://squaremarketing.it/?p=19277 approfondimento sulle migliori strategie di promozione per il Black Friday nel contesto e-commerce, con consigli su come ottimizzare le campagne di performance marketing e monitorare KPI chiave come conversion rate e ROAS.

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Negli ultimi tempi il Black Friday è diventato uno degli eventi più attesi dell’anno, sia per i consumatori sia per i venditori online. In particolare, questo evento è diventato finanziariamente significativo per gli e-commerce online, poiché rappresenta un’opportunità unica di aumentare significativamente le vendite e attrarre nuovi clienti. Nel 2024, il Black Friday avrà un impatto ancora più grande, dato che sempre più consumatori, e soprattutto i più giovani, si rivolgono allo shopping online. Tuttavia, per sfruttare al massimo questa occasione, è fondamentale una preparazione strategica adeguata, che coinvolga promozioni mirate e una perfetta esecuzione delle campagne di marketing.

 

 

L’importanza del Black Friday per l’E-commerce

Negli ultimi anni, il Black Friday ha registrato un notevole aumento delle transazioni che avvengono online. Secondo le stime di diverse analisi di mercato, nel 2023 le vendite e-commerce durante il Black Friday sono cresciute del 15% rispetto all’anno precedente, con un aumento generale del volume di traffico e del valore medio degli ordini. Inoltre, il Black Friday non si limita più ad un solo giorno, ma rappresenta una vera e propria “Cyber Week”, durante la quale i consumatori cercano sconti ed offerte su una vasta gamma di prodotti.

Infatti, le aziende che preparano accuratamente le proprie strategie possono ottenere un enorme ritorno sugli investimenti, sfruttando l’elevato traffico e la predisposizione all’acquisto dei consumatori. Tuttavia, per competere efficacemente, è essenziale pianificare le promozioni in anticipo e ottimizzare l’infrastruttura del sito e-commerce per gestire il picco di traffico.

 

Le migliori strategie da applicare per il Black Friday

1. Preparazione delle Offerte e Promozioni Esclusive

Le offerte speciali e i grandi sconti sono il cuore del Black Friday. Identificare in anticipo i prodotti chiave da promuovere è fondamentale. Potresti offrire sconti a più livelli (ad esempio, sconti maggiori per ordini più alti), bundle o prodotti esclusivi. Creare un senso di urgenza, con offerte a tempo limitato o quantità limitate, può spingere gli utenti a finalizzare l’acquisto.

2. Esperienza di Acquisto Ottimizzata

L’esperienza utente (UX) del sito è cruciale. Verifica che il tuo e-commerce sia mobile-friendly, poiché gran parte degli acquisti si svolgono da smartphone. inoltre, assicurati che il processo di checkout sia semplice, veloce e che il caricamento del sito sia rapido per evitare che gli utenti abbandonino il carrello. Una buona pratica è anche implementare la relazione diretta con il cliente ed offrire assistenza in tempo reale, tramite livechat.

3. Campagne di Email Marketing Personalizzate

L’email marketing rimane uno strumento potente. Invia email promozionali personalizzate con offerte specifiche per ogni segmento di clienti (ad esempio, nuovi clienti, clienti fedeli o coloro che hanno abbandonato il carrello). Inizia a costruire il tuo elenco di contatti prima del Black Friday e crea un flusso di comunicazioni, che termina con le offerte principali.

4. Retargeting e Remarketing

Il retargeting può aiutarti a raggiungere gli utenti che hanno visitato il sito senza acquistare. Le campagne di remarketing con offerte dedicate possono incentivare questi visitatori a tornare e completare l’acquisto. Usare piattaforme come Google Ads e Facebook Ads per il retargeting ti permette di mostrare prodotti che gli utenti hanno già visualizzato, aumentando la probabilità di conversione.

5. Creazione di un concorso sui social media 

Creare un concorso sui social media è un’ottima strategia per aumentare l’engagement e attirare nuovi followers. Questa campagna invita gli utenti a compiere azioni come seguire il profilo, commentare o condividere post e idee, creando interazione ed offrendo in cambio la possibilità di vincere un premio. Inoltre, per far sì che il concorso risulti attraente, è importante renderlo creativo ed interattivo: si può, ad esempio, chiedere agli utenti di inviare la loro foto preferita con un prodotto del marchio o di raccontare un’esperienza personale legata a un servizio ricevuto, favorendo così la fidelizzazione.

 

 

Come ottimizzare le campagne di performance marketing e monitorare KPI chiave

Ottimizzazione delle campagne di performance marketing

Per il Black Friday, è fondamentale concentrare gli sforzi sulle campagne di performance marketing su canali ad alto rendimento come Google Ads, Facebook Ads, e le piattaforme di e-commerce advertising (ad esempio, Amazon Ads). Segmenta il tuo pubblico in base a interessi e comportamenti, per massimizzare la rilevanza degli annunci. Investi in creatività ad alta qualità che trasmettono chiaramente il valore delle offerte.

Consigli chiave per ottimizzare le campagne:

  • A/B Testing: Testa varianti di annunci per vedere quale versione genera maggiori conversioni.
  • Budget Adattabile: Imposta un budget flessibile, poiché i costi pubblicitari possono aumentare durante il Black Friday a causa della concorrenza.
  • Pianificazione Anticipata: Programma le campagne con largo anticipo e crea un calendario per scaglionare le promozioni durante tutta la Cyber Week.

Monitoraggio di KPI critici

Durante il Black Friday, monitorare i giusti KPI è fondamentale per valutare le prestazioni delle campagne e renderle ottimali in tempo reale. Ecco alcuni dei KPI più importanti e rilevanti:

  • Conversion Rate (Tasso di Conversione): Misura la percentuale di visitatori che completano un acquisto rispetto al totale dei visitatori. Un aumento del tasso di conversione durante il Black Friday può indicare l’efficacia delle tue promozioni.
  • ROAS (Return on Ad Spend): Questo indicatore ti permette di capire quanto ritorno stai ottenendo per ogni euro investito nelle campagne pubblicitarie. Durante il Black Friday, è utile monitorare il ROAS per ottimizzare il budget pubblicitario in tempo reale.
  • CPA (Costo per Acquisizione): Misura il costo di acquisizione per ogni cliente. Ridurre il CPA durante il Black Friday è un obiettivo chiave per aumentare la redditività.
  • AOV (Average Order Value): Un altro KPI essenziale è il valore medio dell’ordine. Potresti implementare offerte per incoraggiare acquisti di valore più elevato, come sconti per ordini superiori a una certa soglia.

Preparati al Black Friday 2024

Il Black Friday 2024 rappresenta un’opportunità fondamentale per gli e-commerce che pianificano e implementano strategie di marketing efficaci. Per ottenere il massimo risultato, è essenziale preparare le promozioni in anticipo, ottimizzare le campagne di performance marketing e monitorare attentamente i KPI chiave come il conversion rate e il ROAS. Con la giusta preparazione, il Black Friday può diventare un periodo di crescita significativa per il tuo business online, e può aiutarti a conquistare nuovi clienti ed aumentare le vendite complessive.

Il Black Friday inizia il 29 novembre e si estende fino al Cyber Monday il 2 dicembre, hai a disposizione questi giorni per incrementare le tue visite al tuo sito e offrire ai clienti le migliori offerte!

Articolo scritto in partnership con JECatt – Junior Enterprise di Università Cattolica.

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Il potere del Customer Experience Management: strategie per il successo aziendale https://squaremarketing.it/digital-marketing/il-potere-del-customer-experience-management-strategie-per-il-successo-aziendale/ Mon, 14 Oct 2024 09:42:20 +0000 https://squaremarketing.it/?p=19269 La Gestione dell'Esperienza del Cliente (CEM) è un approccio strategico che le aziende utilizzano per monitorare, analizzare e migliorare ogni interazione che un cliente ha con il brand. L'obiettivo è garantire che ogni punto di contatto con il cliente contribuisca positivamente alla sua percezione complessiva dell'azienda, creando così una relazione solida e duratura.

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Introduzione

La Gestione dell’Esperienza del Cliente (CEM) è un approccio strategico adottato dalle aziende per monitorare, analizzare e migliorare ogni interazione che un cliente ha con il brand. L’obiettivo è garantire che ogni punto di contatto contribuisca positivamente alla percezione complessiva del cliente, creando così una relazione solida e duratura. In un mercato competitivo, la capacità di gestire efficacemente l’esperienza del cliente è fondamentale per la fidelizzazione e la differenziazione competitiva.

Cos’è il Customer Experience Management?

Il Customer Experience Management (CEM), noto anche come CXM, è un insieme di strategie e tecnologie di marketing attuate con l’obiettivo di raggiungere il più alto grado di soddisfazione del cliente lungo tutto il customer journey. Questo processo richiede un’attenta raccolta e analisi dei feedback dei clienti, l’implementazione di strategie di personalizzazione del servizio e l’utilizzo di strumenti di Customer Relationship Management (CRM) per tracciare e migliorare le esperienze dei clienti.

 

 

Differenza tra Customer Experience Management e Customer Relationship Management

È importante non confondere CXM con CRM. Il CRM, acronimo di Customer Relationship Management, viene impiegato per ottimizzare i processi interni di un’azienda, consentendo ad ogni dipartimento di accedere a un sistema di informazioni condivise e aggiornate in tempo reale al fine di migliorare l’esperienza del cliente. Il CXM, invece, pur condividendo alcune funzionalità di base del CRM, offre un approccio qualitativo ancora più incentrato sul cliente, consentendo di fornire un’esperienza più personalizzata e coerente lungo tutto il customer journey.

I pilastri del Customer Experience Management

  1. Feedback dei clienti: raccogliere e analizzare i feedback dei clienti è essenziale per comprendere le loro esigenze e le aree di miglioramento.
  2. Esperienza del cliente: assicurare che ogni punto di contatto, dal servizio clienti alla navigazione del sito web, offra un’esperienza positiva e coerente.
  3. Personalizzazione del servizio: adattare i servizi e le comunicazioni in base alle preferenze individuali dei clienti per aumentarne la soddisfazione.
  4. Coinvolgimento del cliente: mantenere i clienti coinvolti attraverso interazioni significative e tempestive che rafforzino la loro relazione con il brand.

 

 

Benefici del Customer Experience Management

Implementare un’efficace strategia di Customer Experience Management porta a numerosi vantaggi:

  • Fidelizzazione del cliente: i clienti che vivono esperienze positive sono più propensi a rimanere fedeli al brand, riducendo il tasso di abbandono.
  • Soddisfazione del cliente: migliorando ogni punto di contatto, le aziende possono aumentare la soddisfazione complessiva del cliente.
  • Differenziazione competitiva: un’esperienza cliente superiore può differenziare il brand dai concorrenti, diventando un vantaggio competitivo significativo.
  • Aumento delle vendite: clienti soddisfatti e fedeli sono più propensi a effettuare ulteriori acquisti e a raccomandare il brand ad altri.

Sfide del Customer Experience Management

Nonostante i numerosi vantaggi, implementare una strategia di Customer Experience Management può presentare alcune sfide:

  • Raccolta dati: ottenere feedback accurati e tempestivi dai clienti può essere complicato.
  • Integrazione dei sistemi: assicurare che tutti i sistemi e i canali di comunicazione siano integrati e funzionino in armonia può essere difficile.
  • Gestione del cambiamento: cambiare la cultura aziendale per mettere il cliente al centro richiede tempo e impegno da parte di tutti i livelli dell’organizzazione.

 

 

Conclusioni

Il Customer Experience Management è essenziale per le aziende che desiderano costruire relazioni durature e significative con i propri clienti. Implementando strategie di CEM efficaci, le aziende possono non solo migliorare la soddisfazione e la fidelizzazione dei clienti, ma anche ottenere un vantaggio competitivo significativo. Tuttavia, è importante affrontare le sfide associate con determinazione e un approccio sistematico per garantire il successo a lungo termine.

Articolo scritto in partnership con JECatt – Junior Enterprise di Università Cattolica.

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I contenuti User Generated generano più engagement di quello che pensiamo https://squaremarketing.it/digital-marketing/i-contenuti-user-generated-generano-piu-engagement-di-quello-che-pensiamo/ Mon, 14 Oct 2024 09:40:54 +0000 https://squaremarketing.it/?p=19258 UGC spiegando le fasi di realizzazione grazie al web, le nuove modalità di produzione dei contenuti di valore, non solo lead generated (istituzionali), ma ognuno di noi può potenzialmente creare un contenuto virale.

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Cosa sono gli User Generated Content (UGC)?

Gli User Generated Content (UGC) sono dei contenuti di diversa natura (foto, video, post, commenti sui social, forum o siti) che vengono prodotti e condivisi dagli utenti su internet e accessibili da altri utenti. Gli UGC hanno iniziato a diffondersi già a partire dai media tradizionali, ma con l’innovazione delle piattaforme grazie ad internet il processo per il quale l’utente e il consumatore non sono più fruitori passivi dei contenuti mediatici ha avuto un’implementazione, rendendoli produttori essi stessi: prosumers. Una delle principali caratteristiche degli UGC è proprio l’essere resi disponibili e liberamente accessibili ad altri utenti o a soggetti come giornalisti e media company. Anche originalità e creatività sono loro tratti caratteristici: anche nel caso in cui si appropriano di temi e idee già patrimonio comune, i creatori lo fanno sempre aggiungendo qualcosa di nuovo.

Come sfruttare gli UGC per la propria strategia di marketing

Le aziende hanno quindi compreso di poter sfruttare le potenzialità degli UGC in termini di risonanza mediatica e aumento spontaneo di reach, ma anche di un particolare contenuto che in generale di una iniziativa di promozione del brand. In altre parole, gli UG permettono alle aziende di guadagnare in engagement ed awareness. Molte aziende hanno dunque incluso gli UGC nella propria strategia di marketing per promuovere la conoscenza del brand e dei suoi prodotti e servizi.

Tra i vari vantaggi che gli UGC possono portare in una strategia di marketing abbiamo:

  • Aumentare aumentare la reach di un contenuto
  • Generare engagement degli utenti e fidelizzazione
  • Potenziare l’awareness
  • Fare employer branding
  • Migliorare la brand trust brand reputation
  • Si adattano a vari usi: gli UGC si possono usare, ad esempio, anche per le email di recupero o in landing page commerciali per aumentare i tassi di conversione
  • Sono cost-effective, più economici rispetto ad altre tecniche

Per utilizzare in maniera efficace gli UGC nelle campagne marketing ci si deve dotare di strategie efficaci, alcune delle quali possono essere:

  • Aprire foto e video contest: gli UGC multimediali possono essere utili come materiale di promozione e comunicazione
  • Interagire e aumentare la brand awareness sui social stimolando, ad esempio, la creazione di UGC su Instagram, coinvolgendo gli utenti con contest, giveaway, quiz e sondaggi nelle story, dirette, etc
  • Utilizzare le menzioni su Twitter, i tag su Facebook e gli hashtag su Instagram, aumentando così la reach dei contenuti UGC, quindi l’awareness e la risonanza del brand

Nel caso in cui il brand che vuole promuovere la campagna marketing fosse uno spazio fisico, come un negozio o un ristorante, è bene cercare di renderlo “instagrammabile”, ad esempio usando allestimenti floreali, neon colorati, inserendo degli spazi di cosiddetta “photo opportunity” (specchi particolari, cabine fotografiche, etc.). Altri modi che un’attività fisica potrebbe mettere in atto per incentivare la creazione di UGC sono aggiungere un hashtag sui cartelli e sui menù per invogliare gli utenti a postare, oppure creare una scritta in neon con un hashtag accattivante legato al brand, in modo tale che sia visibile nelle foto. Usare un hashtag unico e, idealmente, anche brandizzato è fondamentale per l’efficacia delle campagne, cosicché la gente possa riconoscerlo a colpo d’occhio quando vede gli UGC; allo stesso modo, è sempre meglio evitare che i post in cui l’attività viene taggata utilizzino contenuti non pertinenti e fuori tema.

Alcuni esempi di UGC usati in campagne marketing

Uno degli inserimenti strategici degli UGC nelle campagne marketing dei brand si trova proprio sulle piattaforme social: in molti casi, ad esempio, viene chiesto ai propri clienti di scattare foto e selfie che li ritraessero con i propri prodotti e di condividerla dai propri account, creando buzz e aumentando, in questo modo, la reach del messaggio di brand; a tal proposito, un esempio è la Coca-Cola con la campagna #ShareACoke: nell’estate del 2014, Coca-Cola lanciò “Share a Coke” in Australia, con lattine e bottiglie personalizzate con i 150 nomi più popolari nel Paese, ottenendo ottimi risultati in termini di UGC, con tantissime condivisioni di foto di lattine del prodotto. Successivamente, Coca-Cola ha aggiunto altri 50 nomi all’elenco e installato chioschi per consentire di personalizzare le proprie lattine. La campagna è poi diventata globale e ha visto sulle lattine e bottiglie la scritta essere sostituita anche da nomi comuni come “Mamma”, “Papà”, “Amore”. In Italia, più tardi, nel giugno 2014 venne lanciata la campagna: “Con Coca-Cola, se non trovi le parole… #dilloconunacanzone!”, dove, al posto dei nomi, comparivano titoli e frasi di canzoni italiane e straniere. La campagna era stata lanciata in occasione del Coca-Cola Summer Festival, il tour del brand sulle spiagge italiane.

Un’altra strategia che sfrutta gli UGC consiste nel chiedere alla propria audience di raccontare una storia, la propria storia di brand; in alternativa, si possono indire contest che abbiano come risultato finale un nuovo logo, una nuova identità visiva o delle nuove idee per uno spot: il “White Cup Contest” di Starbucks dell’aprile 2014, ad esempio, era finalizzato al redesign del logo sulla tazza bianca del brand. Lanciando l’hashtag #WhiteCupContest, Starbucks invitava i clienti ad inviare foto dei loro bicchieri bianchi del brand decorati a mano, con la possibilità di vincere una carta regalo da $300 e il loro disegno come design di un bicchiere Starbucks in edizione limitata. Poichè l’impegno richiesto per la creazione del contenuto non era indifferente, Starbucks ha pensato di incentivare gli utenti con un concorso a premio. Da qui sono nate altre campagne come la #RedCupArt natalizia nel 2016.

Un ultimo esempio di utilizzo astuto degli UGC proviene dalla catena KFC che, dopo mesi di silenzio per via della pandemia, ha annunciato il suo  ritorno in una pubblicità in TV in cui mostrava i divertenti tentativi degli utenti di provare a cucinare in casa gli stessi cibi offerti nei loro locali, invogliandoli a tornare nei propri fast-food.

Alcuni rischi dell’utilizzo degli UGC

Uno dei primi problemi che sorgono in questo contesto riguarda la domanda se il contenuto generato dall’utente sia davvero in linea con i valori e con l’immagine aziendale: come si può assicurare il brand che il contenuto sia originale, di proprietà dell’utente e non coperto da diritto d’autore? Inoltre, come ci si può tutelare il brand da eventuali rivendicazioni a posteriori? Queste criticità possono essere evitate studiando una buona strategia di ampio respiro e dotandosi di una policy puntuale per l’utilizzo degli UGC.

Inoltre, la possibilità di contribuire liberamente all’informazione e all’arte attraverso una produzione culturale che procede “dal basso”, riducendo la distanza tra professionisti e dilettanti, potrebbe causare un “appiattimento culturale” (come sostiene lo studioso Andrew Keen), polarizzazione delle conversazioni e riproduzione delle differenze di classe relative ai mezzi di appropriazione dell’informazione e della conoscenza (Geert Lovink). La risposta risiede in ogni caso nella responsabilizzazione sull’utilizzo di strumenti da parte di chi li produce in primis, quindi gli utenti stessi, ma anche di chi ne auspica l’utilizzo, come le piattaforme e tutte le organizzazioni, tra cui le aziende, che li includono nelle proprie strategie di comunicazione e marketing.

Articolo scritto in partnership con JECatt – Junior Enterprise di Università Cattolica.

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Integrazione di piattaforme TikTok E-Commerce: un nuovo orizzonte per i commercianti https://squaremarketing.it/digital-marketing/integrazione-di-piattaforme-tiktok-e-commerce-un-nuovo-orizzonte-per-i-commercianti/ Fri, 06 Sep 2024 15:36:22 +0000 https://squaremarketing.it/?p=19120 Gli User Generated Content (UGC) sono dei contenuti di diversa natura (foto, video, post, commenti sui social, forum o siti) che vengono prodotti e condivisi dagli utenti su internet e accessibili da altri utenti.

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L’integrazione di piattaforme TikTok E-Commerce è una soluzione innovativa che consente ai commercianti delle piattaforme e-commerce di utilizzare TikTok come canale di vendita e pubblicitario.

Questa integrazione facilita la creazione o il collegamento degli account TikTok For Business e Ads Manager, sincronizza il catalogo dei prodotti e installa automaticamente il TikTok Pixel.

Questo permette ai commercianti di sfruttare le funzioni di visibilità sia a pagamento che organiche, ampliando il loro raggio d’azione e ottimizzando le loro strategie di marketing.

Funzioni di TikTok Pixel

Un elemento chiave dell’integrazione è il TikTok Pixel, uno strumento di analisi che raccoglie dati preziosi sul comportamento dei clienti sul sito web.

Una volta installato, il TikTok Pixel comincia a raccogliere informazioni che aiutano i commercianti a comprendere meglio come gli utenti interagiscono con il loro sito.

Questi dati sono fondamentali per ottimizzare la spesa per gli annunci, poiché consentono di targettizzare gli utenti con maggiore precisione.

Vantaggi dell’analisi dei dati

Il TikTok Pixel permette di misurare le prestazioni delle campagne pubblicitarie online, fornendo insight dettagliati sulle conversioni in base agli eventi definiti.

Questo significa che i commercianti possono vedere esattamente come gli annunci di TikTok influenzano le vendite, permettendo loro di adattare e migliorare continuamente le loro campagne.

Ad esempio, possono capire quali annunci portano più utenti a completare un acquisto e ottimizzare la pubblicazione degli annunci per indirizzare coloro che hanno maggiori probabilità di aggiungere prodotti al carrello o completare l’ordine.

Funzioni principali del TikTok Pixel

  1. Misurazione delle prestazioni delle campagne: TikTok Pixel consente di monitorare le conversioni e valutare l’efficacia delle campagne pubblicitarie. Gli utenti possono analizzare come gli annunci TikTok influenzano le azioni degli utenti, come aggiungere prodotti al carrello o completare un acquisto.
  2. Ottimizzazione della pubblicazione degli annunci: Grazie ai dati raccolti, è possibile adattare le campagne pubblicitarie per indirizzare meglio gli utenti che hanno maggiori probabilità di completare un acquisto. Questo processo aiuta a migliorare il ritorno sull’investimento pubblicitario.
  3. Creazione di eventi: con il TikTok Pixel, i commercianti possono creare regole di tracciamento personalizzate per analizzare specifiche azioni dei clienti sul sito, come l’aggiunta di un prodotto al carrello o il completamento del pagamento. Questo livello di dettaglio consente di raccogliere informazioni approfondite sul comportamento degli utenti, utili per costruire un pubblico personalizzato o un pubblico simile in base alle azioni degli utenti e ai canali di provenienza. Questi segmenti di pubblico possono essere utilizzati per il remarketing, aumentando le possibilità di conversione.
  4. Costruzione di pubblici personalizzati: Utilizzando i dati raccolti, è possibile creare pubblici personalizzati o simili basati sul comportamento degli utenti e sulle loro interazioni. Questi segmenti di pubblico possono essere utilizzati per campagne di remarketing mirate, aumentando la probabilità di conversione.
  5. Corrispondenza avanzata e privacy dei dati: una novità significativa è l’upgrade di TikTok Pixel, noto come “corrispondenza avanzata”. Questa funzione avanzata consente di inviare informazioni sui clienti, come indirizzi e-mail e numeri di telefono, in forma criptata per garantire la privacy degli utenti. Questa tecnologia migliora il tasso di corrispondenza tra clic sugli annunci TikTok e le conversioni effettive, offrendo una visione più chiara del rendimento delle campagne pubblicitarie.

Conclusione

L’integrazione di piattaforme TikTok E-Commerce offre ai commercianti uno strumento potente per espandere la loro presenza online e ottimizzare le loro strategie pubblicitarie.

Con la semplificazione della gestione degli account e l’implementazione di TikTok Pixel, le aziende possono raccogliere dati preziosi, migliorare le loro campagne e raggiungere in modo più efficace il loro pubblico target.

L’upgrade con la corrispondenza avanzata rappresenta un ulteriore passo avanti verso una pubblicità più efficace e rispettosa della privacy, confermando TikTok come una piattaforma fondamentale per il commercio elettronico moderno.

Articolo scritto in partnership con JECatt – Junior Enterprise di Università Cattolica.

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Come migliorare il tasso di click (CTR) delle email https://squaremarketing.it/digital-marketing/come-migliorare-il-tasso-di-click-ctr-delle-email/ Mon, 02 Sep 2024 15:57:16 +0000 https://squaremarketing.it/?p=18983 Gli User Generated Content (UGC) sono dei contenuti di diversa natura (foto, video, post, commenti sui social, forum o siti) che vengono prodotti e condivisi dagli utenti su internet e accessibili da altri utenti.

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Migliorare il tasso di click

Il Click-Through Rate o tasso di click (CTR) è un parametro cruciale per sviluppare la propria strategia di marketing digitale. Questo indicatore misura, infatti, la percentuale di persone che cliccano su un link rispetto al numero totale di persone che visualizzano il contenuto, come una campagna di email marketing. 

Il CTR rappresenta un elemento chiave per valutare l’efficacia di tali campagne, monitorando l’andamento di questo KPI e costruendo un benchmark di riferimento, secondo degli specifici obiettivi.  

Questo indicatore è misurato mediante il rapporto tra il numero di click effettuati su un determinato link e il numero di mail inviate, il tutto moltiplicato per 100.

Dunque, maggiore è il numero di numero di click, maggiore sarà l’indicatore CTR; minore è il numero di numero di click, minore sarà l’indicatore CTR. 

Esistono inoltre tre diversi modi per inquadrare il Click-Through Rate:  

  • Total click through rate: questo indicatore misura il numero complessivo di click ricevuti da un link in un’email, includendo anche i clic ripetuti dallo stesso contatto. Questo può essere influenzato da persone che aprono la mail su dispositivi diversi o da firewall che aprono i link per motivi di sicurezza. Pertanto, questo tasso riflette più la popolarità del link che l’efficacia persuasiva dell’email.
  • Unique click through rate: questo tasso misura il successo di una campagna email contando un solo clic per contatto, offrendo una valutazione più precisa delle prestazioni rispetto al tasso precedente. 
  • Click to open rate: questo tasso misura i click unici sui link rispetto alle aperture uniche delle email, spesso risultando più alto rispetto ad altri CTR. Pertanto, questo indicatore mostra l’efficacia delle email con i contatti già coinvolti. Confrontando il CTOR con altri CTR, si possono identificare gli elementi efficaci della propria campagna e quelli da migliorare.

Analisi delle tempistiche

Il Click-Through Rate (CTR) è influenzato notevolmente dell’orario di invio delle email: infatti, inviare email nel cuore della notte comporta il rischio che queste vadano perse tra le molte altre email ricevute, con una conseguente riduzione della probabilità di essere aperte. Al contrario, inviare email all’inizio della giornata lavorativa aumenta notevolmente la possibilità che vengano lette.

Pertanto, per ottenere un maggior numero di clic, è consigliabile inviare i messaggi in orari strategici. Se i destinatari delle proprie email si trovano in fusi orari diversi, è fondamentale tenerne conto e pianificare gli invii in modo mirato, evitando di spedire contemporaneamente a tutti i membri della mailing list. 

Inoltre, per migliorare l’efficacia delle proprie email, è importante focalizzarsi su una singola call to action e un solo argomento per mantenere alta l’attenzione dei lettori. Fondamentale è anche usare immagini di alta qualità che supportino il contenuto e segmenti la propria mailing list per inviare messaggi pertinenti e personalizzati.

Tone of voice

Per aumentare il tasso di click sono preferite email caratterizzate da un tono colloquiale e gradevole. Esistono diversi metodi per raggiungere questo obiettivo, ma la strategia più efficace è redigere le proprie email come si stesse dialogando con un amico.

È fondamentale utilizzare frasi semplici e concise, evitando al contempo prolissità e ambiguità. Adottare un tono conversazionale renderà i contenuti più piacevoli e divertenti da leggere, assicurando che i propri iscritti rimangano interessati e coinvolti da ciò che si vuole comunicare.

Call to action efficace

Il tasso di click (CTR) è inoltre influenzato notevolmente dalla presenza di  call to action (CTA) chiare ed efficaci, così da incoraggiare i lettori ad interessarsi ai link all’interno delle email.

Analogamente, è consigliabile concentrarsi su un singolo argomento per ogni email inviata. Invece di cercare di trattare molteplici argomenti in un’unica comunicazione, è preferibile approfondire uno solo, in modo da poterlo coprire in modo esaustivo. 

Generalmente, l’attenzione delle persone tende a essere piuttosto breve, e cercare di trattare troppi argomenti in una singola email potrebbe comportare la perdita di interesse da parte del lettore.

La call to action è infatti l’elemento che incoraggerà le persone a intraprendere un’azione specifica, quindi deve essere ben visibile e intuitiva. Molti usano un pulsante CTA nelle loro campagne email, affinché il lettore sappia esattamente cosa fare.

Importante è inoltre che il testo della call to action sia orientato all’azione, pertanto bisogna usare termini come “inviare”, “visualizzare”, “guardare” e “leggere” per suggerire ai lettori di eseguire quell’azione specifica.

Impatto della propria brand identity sul tasso di click

Gli utenti tendono a cliccare più spesso sui risultati di ricerca provenienti da brand che conoscono e di cui si fidano. Questo comportamento aumenta il Click-Through Rate (CTR) e invia segnali positivi ai motori di ricerca, migliorando il posizionamento del sito. Infatti, incrementare la notorietà del brand non solo migliora l’efficacia delle attività di marketing, ma potenzia anche le performance delle campagne pubblicitarie.

Il branding consente di mantenere una comunicazione coerente e forte su tutti i canali, rafforzando il messaggio complessivo del brand e identificando con precisione il pubblico target ideale. 

Le campagne pubblicitarie di un brand noto hanno maggiori probabilità di catturare l’attenzione e generare engagement, risultando in un costo per mille impressioni (CPM) inferiore e in un CTR superiore. Questo porta a performance complessive migliori, poiché un brand forte facilita il riconoscimento e la fiducia dei consumatori, rendendo le pubblicità più efficaci.

Inoltre, la fiducia generata da un brand riconosciuto si traduce in tassi di conversione più elevati e in un miglior ritorno sull’investimento pubblicitario (ROI), che è l’obiettivo principale di ogni strategia di marketing. Quando i consumatori si fidano di un brand, sono più propensi a completare l’acquisto o a intraprendere l’azione desiderata, migliorando significativamente il ROI delle campagne pubblicitarie.

In sintesi, investire nel branding non solo aumenta la visibilità e la fiducia nel brand, ma ottimizza anche le performance delle campagne pubblicitarie, migliorando il CTR, riducendo il CPM e aumentando il ROI complessivo.

Articolo scritto in partnership con JECatt – Junior Enterprise di Università Cattolica.

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